Il museo TAMO – Tutta l’Avventura del Mosaico – è un luogo in cui innamorarsi dell’antica arte del mosaico, attraverso un viaggio didattico tra passato e presente, alla scoperta dei segreti di una delle eccellenze dell’artigianato locale

Ho visitato il nuovo spazio mosaico gestito da Fondazione RavennAntica, collocato nella cornice della Chiesa di San Nicolò, settimana scorsa.  Va subito detto che è un open space, scelta che apprezzo ed ammiro, con proiezioni alle pareti di grande effetto scenografico, una scala che porta al piano ammezzato superiore, sei percorsi tematici indicati da colonnine totem che aiutano il visitatore a prendere contatto con la fantastica emozione del “fare mosaico”.

La sfida infatti è proprio questa: non più e non solo uno spazio di collezione di mosaici antichi, pur presenti e di indubbio interesse (sono mosaici parietali e pavimentali che vanno dal I al XII sec. d.C. e che provengono dalla Chiesa di San Severo a Classe, dal Palazzetto di Via d’Azeglio e dal Palazzo di Teodorico a Ravenna, dalla Domus dei Tappeti di Pietra di Ravenna, da due Domus di Faenza ) ma soprattutto lo sforzo di avvicinare un pubblico quanto più vasto possibile alla magia del fare mosaico. Per i giovani e giovanissimi sono stati pensati pannelli touchscreen che raccontano il processo di realizzazione di un mosaico in un cantiere antico, in una bottega dell’800 e in un laboratorio contemporaneo.

Per chi ha già una certa preparazione si parla di tecniche e di strumenti, di cartoni, materiali e calchi, di luce. Nell’abside della Chiesa di San Nicolò ha trovato spazio la esposizione di tessere dell’ottocentesca Fornace Angelo Orsoni di Venezia, fornace famosa in tutto il mondo per la produzione di una gamma di 2800 colori diversi di paste vitree e di tessere a foglia d’oro. Veramente notevole! Il progetto TAMO è affidato ad un comitato scientifico presieduto dal Professor Calo Bertelli.

In un prossimo futuro è prevista la realizzazione di mostre temporanee di mosaicisti contemporanei nei chiostri del complesso di San Nicolò. Allo stato attuale visitabile la interessante mostra “Mosaici tra Inferno e Paradiso”.

Si tratta di 21 opere realizzate a mosaico da 13 talentuosi mosaicisti di Ravenna che, nel 1965, vennero incaricati dal Professor Giuseppe Bovini di tradurre e/o interpretare a mosaico i cartoni realizzati da eccelsi pittori dell’epoca sul tema della Divina Commedia di Dante Alighieri. I nomi dei pittori erano di tutto rispetto: Giulio Ruffini, Carlo Mattioli, Leila Lazzaro, Aligi Sassu, Franco Gentilini, Giovanni Migneco, Giovanni Brancaccio, Ferruccio Ferrazzi, Raul  Vistoli, Orfeo Tamburi, Domenico Cantatore, Domenico Purificato e altri ancora. Vincitore del concorso per il progetto, non per l’opera a mosaico, fu Pierluigi Borghi con “Le tre fiere” .

I mosaici, prima di essere esposti a TAMO si trovavano nella sala conferenze di Mirabilandia. Ravenna Antica e il MAR di Ravenna hanno stipulato una convenzione per consentire la fruizione di questo patrimonio in una sede adeguata. I cartoni preparatori sono invece ora conservati presso i depositi del MAR, nel mese di settembre 2011 ve ne ho parlato all’interno di questo blog perché il MAR, in collaborazione con l’Opera di Dante, organizzò una mostra presso l’Urban Center di Via Cavour a Ravenna, presentando appunto “La Commedia dipinta. I cartoni a soggetto dantesco del MAR”.

Ma veniamo ai mosaicisti e al mosaico…. Libera Musiani, Giuseppe Salietti,, Santo Spartà, Sergio Cicognani, Renato Signorini, Antonio Rocchi sono alcuni dei maestri artigiani dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna che nel 1965 realizzarono le opere a mosaico. Curatori della mostra sono Carlo Bertelli e Paolo Racagni, l’allestimento è dell’architetto Paolo Bolzani. Impressione? Assolutamente positiva. Le opere sono di grande pregio, il tema è di sicuro interesse, si tratta di una operazione di recupero di un patrimonio collettivo che non si può non apprezzare. Viene restituita alla città una porzione della propria storia, legata alla evoluzione della scuola ravennate del mosaico. Come spiega Racagni, curatore della mostra “Questi mosaici, ormai storicizzati, evidenziano la grande personalità artistica dei mosaicisti: ognuno di loro, pur nel rigoroso rispetto del disegno preparatorio creato dal “pictor imaginarius”, vi ha dato una traduzione connotata da personale e singolare sensibilità”. Se avete un po’ di tempo, concedetevi anche il video di presentazione nella saletta attigua alla mostra, è ben realizzato.

 

L’ingresso costa 4,00 euro, 3,00 euro i ridotti, per i gruppi di minimo 15 persone visite guidate a 40,00 euro. Orario di visita: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.30 orario continuato. E’ possibile acquistare un biglietto cumulativo (TAMO e Tappeti di Pietra e Cripta Rasponi) al prezzo di 7,00 euro a persona. Per ulteriori info consultate http://www.tamoravenna.it/  Ho impiegato circa un’ora e mezza per la visita, assolutamente consigliata, da non perdere.