In occasione della manifestazione “Meraviglie Segrete”, organizzata a Ravenna e Provincia a maggio di ogni anno, ho avuto il piacere di fare visita al Podere Pantaleone, vicolo Pantaleone 1, Bagnacavallo (RA). A differenza di quanto capitato in passato, ho potuto godere di una splendida giornata di sole, che ha reso la mia esperienza ancora più significativa. Il gruppetto dei partecipanti era piuttosto numeroso, di età assortite, tutti attenti e pieni di curiosità. La nostra guida naturalistica, Alberto, si è subito mostrato affabile e competente. Il podere si estende su un’area di circa 7 ettari; fino agli anni ’60 era adibito dai proprietari alla coltivazione di mais, grano, barbabietola da zucchero ed erba medica; abbandonato e incolto per alcuni decenni per assenza di eredi diretti dei proprietari, venne quindi acquistato nel 1986 dal Comune di Bagnacavallo (RA) e divenne dal 1989 “area di riequilibrio biologico”.

Dal 2006 il Podere Pantaleone è riconosciuto sito di importanza comunitaria, e per questo motivo riceve fondi CEE per la tutela e la salvaguardia dell’habitat. Affidata in origine alla Società per gli Studi Naturalistici della Romagna, la gestione dell’area dal 2010 è di competenza del Comune di Bagnacavallo, che utilizza uno staff di naturalisti per la consulenza e le visite guidate. Al suo interno sono visibili la flora e la fauna tipiche della pianura padana: il pioppo nero e quello bianco, l’olmo, il salice, la farnia, l’acero campestre, il gelso e i vari arbusti come biancospino, sambuco nero, sanguinella, rosa canina.

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Durante l’inverno e la migrazione, il podere diventa rifugio per molte specie di uccelli tra cui l’usignolo, l’upupa, la gazza, l’assiolo, la civetta, il gufo, il barbagianni. Bello osservare le casette nido all’interno del podere, così come i tronchi cavi. Ci siamo fermati dapprima in prossimità di un pioppo nero capitozzato, vecchio di 200 anni. Quindi abbiamo osservato l’equiseto, una pianta officinale che, se spezzata, può tornare unita qualora venga riavvicinata. Così come si fa coi lego. Le nostre scoperte sono proseguite osservando da vicino il gladiolo selvatico, piccolo e molto raro

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Ci siamo diretti quindi verso un primo stagno, realizzato con grande difficoltà dai naturalisti, ma abbandonato a sé stesso da quando in zona sono arrivati i gamberi rossi, una specie aliena che ha lentamente fatto scomparire ogni forma di vita autoctona. Dal 2005 in un’area precedentemente destinata ad alberi frutticoli è stato creato uno stagno più grande, detto “delle libellule” che ha permesso di reintrodurre alcune specie acquatiche rare quali la felce, il trifoglio acquatico, l’erba vescica, una pianta carnivora, il campanellino maggiore, ecc. E insieme alle piante sono arrivati gli animali: il tritone crestato italiano, la testuggine palustre, la raganella, e altri insetti rari. In questa stessa zona del podere, viene mantenuto un campo di grano “infestato” da una moltitudine di fiori multicolori, come quelli che era possibile osservare un tempo in Pianura Padana. (fiordalisi, papaveri, speronella, specchio di Venere, fior d’Adone, damigella scapigliata, pettine di Venere, viola dei campi, ecc.)

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E’ stato un piacere fotografare tanti piccoli dettagli di questo splendido habitat. Il Podere Pantaleone è aperto dal 6 aprile al 4 ottobre, il numero da comporre per prenotare le visite guidate è Roberto Fabbri 3474585280 oppure 0545280898. Non lasciatevi sfuggire le visite notturne, per le quali vi rimandiamo al sito: i posti sono pochi e già in esaurimento.

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