San Giovanni Evangelista è la più antica chiesa di Ravenna e si trova nei pressi della stazione ferroviaria. La basilica fu fatta costruire dall’imperatrice Galla Placidia nel V sec. Pare che la costruzione sia legata ad un voto fatto nel corso della traversata che da Costantinopoli conduceva l’imperatrice Galla Placidia a Ravenna nel 424; durante tale traversata vi fu un nubifragio, in tale occasione l’imperatrice promise che avrebbe eretto una chiesa qualora si fosse salvata insieme al figlio Valentiniano III, destinato alla successione alla guida dell’Impero Romano di Occidente.

La chiesa nel Medioevo divenne monastero dei monaci benedettini, e nel ‘300 fu restaurata seguendo il gusto gotico, di cui resta testimonianza nel portale. Purtroppo nel 1944 venne gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei. Si sono persi i mosaici dell’abside, mentre rimangono esposti alle pareti della chiesa bellissimi frammenti della pavimentazione del 1213. 

Questi  mosaici di epoca medioevale narrano, secondo la ricostruzione fattane dagli storici, di una bellissima storia d’amore, una specie di Odissea medioevale, in cui vi è un uomo guerriero, partito per una crociata, che ritorna a casa incolume e riabbraccia la sua innamorata. La vicenda è accompagnata da due registri: da un lato di animali e dall’altro di fiori, a simbolizzare la natura umana con i suoi pregi e i suoi difetti. I mosaici sono di sicuro pregio, e la chiesa nel suo insieme è ben conservata.

Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di visitare il chiostro rinascimentale della chiesa. Sopravvissuto alla guerra, benché danneggiato dai bombardamenti, è il chiostro che dal 1459 fu monastero dei Canonici Regolari della Congregazione di San Salvatore. Dei quattro lati originali, ne rimangono solo tre, essendo andato completamente distrutto quello che scorreva lungo il muro esterno della navata destra della basilica. Eretto nel XV secolo (secondo Savini) o nel XVI secolo (secondo Ricci), il chiostro è composto da 15 colonne e 4 pilastri angolari in pietra d’Istria, rosso veronese e greco, sormontati da capitelli a lira, tutti uguali, su cui poggiano gli archi con cornici in pietra.

Al centro del prato vi è una cisterna della seconda metà del XVI secolo, scolpita dal veneziano Alessandro Corsi, con una vera ampia e articolata, sormontata da due colonne di greco e due di bigio antico, le quali, a loro volta, sorreggono un’architrave. In un cartiglio situato sul fronte della vera c’è il motto: “Puteis Terra Mihi Coelum” (Ai pozzi la terra, a me il cielo). La chiesa è situata in Via Carducci a Ravenna; aperta tutti i giorni dalle 8.00 alle 19.00, è fruibile a titolo gratuito sempre, ma non il chiostro, aperto solo su richiesta.