Ho scoperto questo luogo partecipando a un concerto di musica antica, dal titolo “Tempo verrà ch’amore.Passioni Amorose e Pizzichi Barocchi”, per la rassegna “I luoghi dello Spirito e del Tempo”. Sono rimasta davvero sorpresa e incantata. In mattinata sulla stampa locale avevo trovato notizia che era prevista anche una visita guidata, per cui ho deciso di cogliere l’occasione. Considerato che il Palazzo è solitamente chiuso al pubblico, salvo aperture straordinarie per eventi, puoi fralo anche tu telefonando alla  Pro Loco di Russi 0544587670.

Sono 5 i pittori provenienti da Roma che lavorarono a Palazzo San Giacomo: Philip Jakob Worndle (figure), Ercole Sangiorgio (paesaggi), Giuliano Roncallli (quadrature), Cristof Worndle (figure) e Andreas Kindermann (fiori). Le decorazioni interne vennero completate intorno al 1750 da pittori di scuola bolognese: Mariano Collina (figure), Giovan Battista Sandoni. Possiamo essere certi delle firme perchè presso la Biblioteca Classense di Ravenna sono conservate le ricevute dei lavori commissionati ai pittori dalla famiglia Rasponi.

Nonostante il Palazzo abbia subito numerosi interventi di consolidamento e restauro grazie a fondi pubblici e privati, necessita ancora di molte cure. E’ risultato il monumento più votato a livello Regione Emilia Romagna per il V censimento “I luoghi del cuore” a cura del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Molto attiva per la valorizzazione del sito l’Associazione Clan-Destino, la quale ha fatto sentire la propria voce quando, a dispetto di ogni buon senso, l’amministrazione locale aveva approvato una delibera che consentiva la realizzazione di una centrale alimentata a biomasse nei pressi di Palazzo San Giacomo.

E’ con grande piacere che ho letto che è stata accolta dal TAR Emilia Romagna la sospensiva chiesta per la costruzione dell’inceneritore, nella quale si formalizzava che Palazzo San Giacomo e la Villa Romana di Russi dovessero essere  inseriti tra le “Zone ambientali a protezione speciale”.

Attigua al palazzo è la Chiesa di San Giovanni Apostolo, edificata nel 1774 a cura dell’architetto Cosimo Morelli, all’interno della quale ieri sera si è tenuto il concerto. Ma le porte della chiesa erano aperte perché lo spazio non era sufficiente ad accogliere il folto pubblico; sui prati molti ascoltavano accoccolati su improvvisati tappeti, alla luce della luna piena. A lato della chiesa era stato allestito un punto di osservazione per gli appassionati d’astronomia.

All’interno del Palazzo, a piano terra, era possibile degustare vini e prodotti locali. Mi complimento per la bella iniziativa, sembrava proprio di essere in una piccola Versailles della Romagna. Consiglio vivamente sia la visita guidata al Palazzo che gli eventi che vi si organizzano. Particolarmente gradevoli le numerose mostre collettive che qui hanno sede nel periodo estivo, quando gli spazi decadenti interni si fondono a meraviglia con l’arte contemporanea.