Siamo felici di dare spazio al progetto “Verdi Web”, gestito da “Ravenna Festival” e lanciato nel 2012 a Ravenna, per offrire a giovani talenti, preventivamente selezionati da un’équipe di esperti, di partecipare  alle prove della manifestazione “Ravenna Festival” nel prestigioso Teatro Alighieri di Ravenna e raccontare la loro esperienza attraverso la forma artistica a loro più congeniale (fotografia, videomaking, scrittura)

Tutto inizia un po’ per caso come spesso accade a chi è aperto alle vicissitudini della vita. Il progetto “verdi web” mi ha dato il privilegio di poter assistere a tutte le prove de La Traviata, Trovatore e Rigoletto, le tre opere teatrali di Verdi. Questo progetto mi si è presentato in un periodo molto produttivo dal punto di vista personale, ma di stallo dal punto di vista  artistico, e per questo, macchina fotografica in mano, occhio critico e cuore volto allo stravolgimento, mi sono immerso nel “Ravenna Festival”. Il primo giorno camminavo sul sentiero della novità, il teatro mi appariva immenso, come chi fa i primi passi in una metropoli. Abbiamo avuto subito l’occasione di fare qualche scatto, di metterci a nostro agio, di conoscere quelli che sarebbero stati i nostri riferimenti. I giorni successivi si inizia a fare sul serio, superato lo scoglio delle impostazioni puramente  tecniche, può finalmente prevalere il cuore, e il mio scopo è stato fin da subito cogliere  i piccoli gesti che hanno riempito l’aria per questo mese di prove. Qui si respirano note di forza, emozione, rispetto, tensione, velocità, nobiltà, il moderno e l’antico si mescolano creando colori naturali, figure impensabili, tutto si incastra, nella macchina teatrale ogni singolo ingranaggio deve dialogare con il successivo alla perfezione. I primi passi all’interno dell’Alighieri sono alquanto sconvolgenti, ho la sensazione di svegliarmi in un altro mondo, mi sono sentito  un po’ come il capitano Pierre Aronnax alla vista del mondo sottomarino in 20.000 leghe sotto i mari. Gli sguardi si incrociano, sguardi tesi, gesti che dicono intere frasi, emerge un forte senso di collaborazione, molto più di quanto po’. L’opera teatrale è fatta di dettagli, il “giardino” viene curato da Cristina Mazzavillani Muti, cresce le sue piante con amore, mai sdolcinato, con rigore e umiltà, la si vede in penombra, la si sente dare indicazioni, un battito di ciglia ed è sul palco a suggerire la postura migliore, quella più raffinata e perché no, la più fotografica. tessi immaginare. Vi invito dal 9 al 16 Novembre 2012 a teatro, per gustare l’opera finale, lasciandovi una piccola anteprima con le mie fotografie” By Luca Concas (2012)