Ci siete mai stati? La Salina di Cervia (RA) è la più a nord d’Italia e si estende per 827 ettari, in un parco naturale, ovvero il Parco delta del Po, di cui costituisce la porta d’ingresso più a sud. In quanto riserva naturale, è rinomata zona di nidificazione e transito per molte specie di volatili .

 

In passato l’abbiamo visitata in barca elettrica, e ne abbiamo scritto qui; domenica scorsa abbiamo invece visitato Salina Camillone, unico esempio rimasto di salina a produzione totalmente artigianale, senza utilizzo di macchinari industriali. Qualora desideriate effettuare la visita, l’appuntamento è alle 16.30 di fronte al Centro Visite Saline di Cervia, via Bova 61, Cervia (RA) ogni giovedì e/o domenica, senza bisogno di prenotazione. Ad accompagnarci alcuni giovani volontari afferenti al Gruppo Culturale Civiltà Salinara, il medesimo che gestisce il MUSA, Museo del Sale che si trova in via Nazario Sauro 1, Cervia (RA).

Il sale di Cervia è presidio Slow Food; non essendo essicato artificialmente, mantiene la sua naturale umidità, garantendo la presenza di tutti gli oligoelementi dell’acqua di mare, come iodio, rame, ferro, magnesio e potassio. Usare sale con parsimonia in cucina è raccomandazione condivisa dai nutrizionisti. Il sale dolce di Cervia soddisfa questa condizione: è disponibile in commercio anche nelle varianti aromatizzate (alla salicornia, al profumo di mare, al profumo di oriente, alle alghe, alle erbe aromatiche).

Il cielo domenica era un po’ coperto, ma dopo circa dieci minuti di cammino siamo arrivati a Salina Camillone, dove ad attenderci c’era Davide, un salinaro anziano, pronto a trasmetterci tutta la sua esperienza. Per prima cosa diciamo subito che il gruppo di volontari è costituito da circa 400 persone, di cui effettivamente al lavoro in salina circa 50, perlopiù figli di ex-salinari. Dal 1959 infatti la produzione si è fatta solo industriale, e Salina Camillone rimane come museo a cielo aperto per preservare una antica tradizione e mostrarla alle generazioni a venire.

La produzione avviene, oggi come allora, con  gli attrezzi in legno e le antiche procedure..Gli attrezzi sono quelli che potete vedere nelle foto allegate. La raccolta avviene da giugno a settembre, due volte alla settimana. se le condizioni meteo sono ottimali. I sacchi di sale, una volta effettuata la raccolta, un tempo venivano caricati in spalla e portati alle burchielle, pesanti chiatte a forma di barca, di origine veneziana, atte al trasporto del sale dalla salina ai magazzini del sale, lungo i canali di alimentazione della salina.

Da alcuni anni si celebra a Cervia la “Rimessa del Sale”, rievocazione storica dell’antica cerimonia di trasferimento dell’oro bianco, dalle saline ai magazzini, solitamente a metà settembre. Si tratta di una bellissima festa, che vi consiglio di cuore. (photo credit: Marina Anna Previati)

Attualmente Salina Camillone occupa una piccola area, con una superficie evaporante di mq. 21.181 ed una superficie salante di mq. 2.650; tuttavia produce da 500 a 2000 quintali di sale di qualità elevatissima. Vi consiglio di farci un salto.